L’idea è buona, l’impalcatura reggerebbe pure. Peccato che sia pessimamente recitato. La domanda, aldilà delle scelte e degli atteggiamenti di ognuno dei personaggi impattati dall’evento sul quale è costruito il film, è una sola: cosa sanno i genitori dei propri figli? Le risposte possibili invece sono due: un cazzo o quasi un cazzo.

L’idea è buona, l’impalcatura reggerebbe pure. Peccato che sia pessimamente recitato. La domanda, aldilà delle scelte e degli atteggiamenti di ognuno dei personaggi impattati dall’evento sul quale è costruito il film, è una sola: cosa sanno i genitori dei propri figli? Le risposte possibili invece sono due: un cazzo o quasi un cazzo.

E’ un periodo un po’ così, come si dice, di vacche magre, e che non mi va neanche di sbattermi troppo. Quindi ho deciso di scrivere Siffredi sul citofono al posto del mio cognome. E aspetto.

Dice amica tumblera x (ics) che qui dico troppe cose di me, che poi quando mi si conosce non c’é più niente da scoprire. Quasi niente.

Sono i quasi che mi hanno sempre salvato.
Nella vita ho sbagliato quasi tutto.
Quasi ci restavo secco un paio di mesi fa.
Quasi quasi me ne vado al mare.

Io non lo so com’è che succede che ad un certo punto l’altra persona si appropria di una parte della tua coscienza. Proprio di quella parte attraverso la quale ti rendi conto di esistere. E se non c’è lei non c’è il riconoscimento di te. E non c’è un cazzo da fare. E ti possono portare anche in mezzo ad un milione di amici e di persone ma se lei non c’è non ci sei neanche tu.

Anche il sistema di trouble-ticketing mi dice le cazzate.

Anche il sistema di trouble-ticketing mi dice le cazzate.

Che problemi hanno quelli che non si fanno i selfie, si vergognano del loro bagno?

Faccio pochi sbagli ma sono di quelli che ti segnano per tutta la vita.

Riso, risonanza, come non me vie’ da ride…