E’ nella gioia o nel dolore che prendiamo le decisioni più importanti della nostra vita.

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U2 - With Or Without You
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Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che dall’altra c’erano partiti di governo e antigrillini.

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Vedo la gente povera.

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The Neverending Story
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Questa è l’Italia di sempre. L’Italia degli articoli finto-scandalistici sul tema delle tangenti, dell’informazione/disinformazione, del 40° posto della classifica mondiale della libertà di stampa (dopo Cile e Corea del Sud), dei giornalisti d’oro padroni della notizia e di quelli sottopagati, dal periodo di prova illimitato, senza tutele contrattuali, costretti a correre qua e là a caccia di notizie pagate con pochi spiccioli o mai pagate se non pubblicate. Questa è l’Italia che in ogni campo di attività ha i suoi uomini di potere che tutto potrebbero ma la cui unica vera mission è non cambiare nulla. Questa è l’Italia delle aziende in cui ti trovi, sempre più spesso, a fianco di chi svolge le tue stesse attività ma con un contratto atipico, a tempo, diversamente retribuito, senza ferie e senza malattie, senza contributi, che è tutto regolare così. Questa è l’Italia muta e rassegnata davanti ai 7 miliardi di euro regalati alle banche che anzichè essere utilizzati per lo sviluppo, per la ricerca, per la creazione di nuovi posti di lavoro vanno a risanare buchi di investimenti scellerati e a pagare premi e stipendi alle centinaia di dirigenti degli Istituti di Credito (che credito poi non danno) e che sono corresponsabili della crisi che ancora paghiamo tutti quanti. Questa è l’Italia dove gli imprenditori onesti prendono schiaffi per avere agito nel rispetto delle regole e gli altri premiati col rientro dei capitali con un’aliquota del 5% e in forma anonima. Questa è l’Italia della disocuppazione giovanile da record, che costringe i nostri figli a rinunciare alle aspirazioni più elementari: misurarsi in una sfida professionale mettendo in pratica quello che si è studiato, l’indipendenza economica, un posto dove vivere, un figlio. Questa è l’Italia del “si deve”, “bisogna”, “è necessario” ma non si sa mai chi lo deve fare. Questa è l’Italia di chi è sensibile alla violenza delle parole ma non alla violenza di certe realtà. Questa è l’Italia di quelli che, giustamente, criticano quelli che attaccano il Palazzo senza avere un programma politico, ma che non si sa chi sostengono. Questa è l’Italia de “la politica è un’altra cosa” ma non si sa bene cosa. Questa è l’Italia che la politica una volta si faceva anche in piazza ma adesso non più. Questa è l’Italia che forse aspetta il leader politico perfetto, quello onesto, moderato e paziente, con anni di esperienza ma ancora incontaminato, che non è mai sceso a compromessi, che non ha fatto promesse che poi non abbia mantenuto, che riesce a capire le reali esigenze del paese e che attua i cambiamenti nel bene di tutta la collettività senza andare contro gli interessi di nessuno, che riesce a convincere le minoranze attraverso argomenti e dialogo. Questa è l’Italia che aspetta, aspetta un altro po’ e mentre aspetta un altro po’, adotta la cura Renzi, che anzichè una supposta, si rivelerà poi, essere solo la punta di un lungo palo. Questa è l’Italia di sempre, l’Italia che, in fondo in fondo, forse ci piace così com’è.

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Nei momenti decisivi della vita non sei solo. C’è un po’ di coraggio, un briciolo di speranza ma soprattutto porti con te le Cose a cui tieni.

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Solo se sei fatto in un certo modo riesci a comportarti in quel modo.

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Io gli incubi migliori li faccio da sveglio.

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