"Si sono mai soffermati sulla straziante idea che nell’uomo che sopprimono c’è un’intelligenza, un’intelligenza che aveva contato sulla vita,un’anima che non si è preparata alla morte?No. In tutto questo non vedono altro che la caduta verticale di una lama triangolare, e probabilmente pensano che per il condannato non esista nulla, né prima, né dopo.
— L’ultimo giorno di un condannato a morte, V.Hugo"
- Mi spiace contraddire il caro vecchio Victor, ma io non sono così sicuro che in ogni uomo ci sia intelligenza.

(Fonte: anomiacuta, via nietzscheinlife)

Anonimo ha chiesto:

Sig. Absolut, ieri notte Lei è entrato, assolutamente folle, nel mio sogno. Volevo che lo sapesse.

Absolut Bubi Rispondi:

Ah, spero di non aver fatto danni. I sogni spesso sono migliori della realtà.

Dopo aver fatto il bravo m’è rimasto quel sapore….sapete, quello che solo l’occasione persa ti lascia in bocca.

La mia consulente cinematografica è partita (e non si sa se e quando torna) e mi tocca rispolverare qualcosa dalla vecchia videoteca personale.

La mia consulente cinematografica è partita (e non si sa se e quando torna) e mi tocca rispolverare qualcosa dalla vecchia videoteca personale.

Quando sei depresso puoi fare shopping, oppure comprare boxer (che può essere di buon auspicio).

Quando sei depresso puoi fare shopping, oppure comprare boxer (che può essere di buon auspicio).

Tomas Milian (Auditorium della Musica di Roma, 16 Ottobre 2014)

Tomas Milian (Auditorium della Musica di Roma, 16 Ottobre 2014)

Non cucino, non sono così presuntuoso. Diciamo che faccio da mangiare ecco.

Non ci vado su un sito che si chiama “Roma fa schifo”. Un sito può chiamarsi: “Roma ogni tanto fa schifo”, “Roma per certi aspetti fa schifo”. Ci sto. Che ci siano nati, ce li abbiano mandati o venuti da soli, quelli che ci vivono conoscono bene le difficoltà e i disagi dovuti ad un’urbanistica antica, gli effetti negativi imputabili ad amministrazioni comunali incapaci, e anche, perché no, gli atteggiamenti menefreghisti e qualunquistici diffusi di questa città, ma saranno anche costretti, altrettanto oggettivamente, a riconoscere l’ineguagliabile patrimonio di arte, cultura e bellezza che vi risiede.

Eppoi c’è la Romanità, che è un capitolo a parte, e che se nun ce sei nato non la poi capi’.
Si può provare un sentimento per una città? Avoja.
Orgoglio? Avoja.
Attaccamento? Avoja.
Roma è amore e odio. Affetto e insofferenza. Quarcosa de cui nun poi fa’ a meno, da cui vorresti scappa’ ma de cui senti nostalgia e mancanza appena te ne vai. E’ un legame stretto come quello tra ‘na madre e un fijo. E’ quarcosa che te se imprime nelle cellule cerebrali alle prime boccate d’ossigeno quando nasci e che te marchia l’anima pessempre. E’ er fiato spezzato quanno t’affacci dar Gianicolo fosse anche la trecento millesima vorta che lo fai, l’odori de Campo de’ Fiori nelle ore de mercato, le luci che filtrano tra i vicoli de Trastevere e i tramonti de Ponte Sisto. E’ er Colosseo all’improvviso, respira’ l’aria dell’Impero nele passeggiate de’ i Fori. E’ quanno finisci nei quartieri popolari del centro che te imbatti ner dialetto, nei gesti, nel’espressioni de na vorta, quelle che se tramandano da sempre che passano pe’i Trilussa e Belli, attraverso i Fabrizi, Sordi e Proietti, in una spontaneità caciarona, carica de un ottimismo cinico e fatta de sentimenti amari, ma che attinge da ‘no spirito nobile e leale. E’ er magone dentro e l’occhi lucidi de quanno canti a squarciagola “Roma Capoccia”.
Perciò..nun me cacate er cazzo, io su quer sito nun ce vado.

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